Copertina di La sindrome di Babele
Dossier editoriale

La sindrome di Babele

Border

«The Babel Syndrome» · Border (solista)

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dal concept «L'era del rumore bianco»
Now playing · L'era del rumore bianco
La sindrome di Babele
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Dossier critico

Deep Music Analysis
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La sindrome di Babele: l'ouverture della discesa

Traccia inaugurale de «L'era del rumore bianco», La sindrome di Babele apre il concept album nel modo più solenne e dichiarativo possibile: con un'ouverture che ci trasporta nel cuore pulsante della «valle del silicio». È qui che i nuovi demiurghi, impastando «filamenti e reti», innalzano cattedrali d'oro freddo e sognano di forgiare un'intelligenza capace di divorare l'orizzonte.

Il brano è prima di tutto un atto d'accusa contro l'arroganza, l'antica superbia umana di voler raggiungere il cielo e sedere sul trono di un «Dio di latta che non dà perdono». La torre di Babele non è più di mattoni ma di server: la stessa illusione di controllo assoluto che, inevitabilmente, prepara il terreno all'annichilimento raccontato nel resto dell'opera.

Sul piano sonoro è un crescendo costruito con sapienza cinematografica: archi cupi, cori stratificati e una ritmica incalzante che traduce in musica l'ebbrezza e la vertigine del progresso senza misura. È la porta d'ingresso ideale a un disco che, da qui in avanti, non smetterà più di scendere — fino al silenzio de L'oracolo vuoto.